Colpi di mercato soffiati al rivale eterno

Oggi la gente ama il calcio e tutto ciò che lo circonda, in molti casi anche il calciomercato, dove sono emerse figure che anticipano trattative e negoziazioni. Questo mondo di trasferimenti coinvolge molti fattori, sia quelli presi in considerazione dai club sia quelli del giocatore stesso, motivo per cui le trattative possono prendere svolte improvvise. È capitato a molte squadre di avere un giocatore quasi firmato, che poi improvvisamente sceglie un altro club. È già fastidioso così, ma se quel club è uno dei tuoi rivali storici, è ancora peggio. Qui elenchiamo nove casi celebri in cui è successo.

Mikel John Obi (John Obi Mikel)
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Mikel John Obi (2005 - 2006)

Una delle più grandi dispute di mercato del calcio europeo negli ultimi decenni. Appena compiuti 18 anni, il nigeriano firmò un contratto professionistico con il club norvegese Lyn, nonostante fosse arrivato in Europa grazie al Chelsea, con cui si era allenato l'anno precedente lasciando un'ottima impressione. Dopo alcune buone partite in Norvegia, il Manchester United gli offrì un contratto, che John Obi accettò senza sapere che Lyn e Chelsea avevano già raggiunto un accordo. Il nigeriano fu fotografato con la maglia dello United, scatenando una disputa che alla fine risolse la FIFA. Questa "saga" iniziò nel 2005 e solo nel 2006 il suo passaggio al Chelsea fu ufficializzato.

Marco Asensio (2014)

Fin da giovanissimo, il maiorchino fu seguito dai top club spagnoli e, nel 2014, il Barcellona trovò un accordo con il Mallorca per circa 4 milioni di euro. Tuttavia, a causa della situazione economica, il Mallorca pretendeva il pagamento in un'unica soluzione, mentre i catalani volevano dilazionare. Il Real Madrid intervenne, pronto a pagare subito l'intera cifra, e alla fine concluse l'acquisto di Asensio.

David Beckham, Real Madrid
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David Beckham (2003)

Nel 2003 Laporta, appena eletto presidente del Barcellona per la prima volta, usò Beckham come promessa elettorale. Sebbene ci fosse un pre-accordo con il Manchester United, il centrocampista inglese non aveva mai accettato di trasferirsi al club catalano, poiché la sua intenzione era quella di unirsi al Real Madrid dei Galácticos. Sapendo questo, Florentino Pérez agì rapidamente e firmò Beckham, anche se inizialmente tutto sembrava indicare un passaggio al Barça.

Eberechi Eze (2025)

Un caso recentissimo, accaduto tra due rivali londinesi: Arsenal e Tottenham. Gli Spurs cercavano un giocatore con le qualità di Eze dopo il grave infortunio di James Maddison in precampionato. Le trattative con il Crystal Palace andavano avanti da settimane e tutto sembrava portare Eze agli Spurs, finché anche Kai Havertz non subì un serio infortunio. L'Arsenal, improvvisamente in emergenza, concluse l'accordo con il Palace in poche ore e, in meno di un giorno, annunciò Eze come nuovo giocatore dei Gunners.

Cristiano Ronaldo, Portugal

Cristiano Ronaldo (2003)

Arsène Wenger era noto per la sua vasta rete di osservatori e il suo occhio attento ai giovani talenti durante la sua epoca all'Arsenal. Nella stagione 2002-03, la prima di Cristiano Ronaldo come professionista, Wenger incontrò tre volte il giocatore e sua madre per trovare un accordo. Il talento del portoghese iniziava a farsi notare dai grandi club europei, che volevano acquistarlo ma lasciarlo ancora un anno in prestito allo Sporting. Solo l'Arsenal era disposto a prenderlo subito. Nell'estate 2003, in un'amichevole contro il Manchester United, Ronaldo impressionò così tanto i giocatori dei Red Devils e Sir Alex Ferguson che il club fece immediatamente un'offerta più alta di quella dell'Arsenal e lo mise subito in prima squadra.

Alfredo Di Stéfano (1952-1953)

Negli anni '50 il calcio era molto diverso da oggi. Esisteva, ad esempio, una lega colombiana non riconosciuta dalla FIFA, nella quale Di Stéfano giocava con i Millonarios. L'argentino aveva però appena giocato con il River Plate, un contratto approvato dalla FIFA, dato che il club di Buenos Aires era affiliato alla federazione mondiale. Barcellona e Real Madrid volevano entrambi ingaggiarlo e raggiunsero ciascuno un accordo: uno con il River e l'altro con i Millonarios. La questione richiese l'intervento di diverse istituzioni e si decise che l'argentino avrebbe giocato due anni con una squadra e due con l'altra. Questo causò malumori a Barcellona, che inizialmente accettò ma poi si ritirò. Così, nel 1953, Di Stéfano firmò con il Real Madrid - e il resto è storia.

Alexis Sanchez

Alexis Sánchez (2017-2018)

Nell'estate 2017 il Manchester City, con l'appoggio di Guardiola che lo aveva allenato al Barcellona, voleva acquistare il cileno, allora miglior giocatore dell'Arsenal. Tutto sembrava fatto, ma i Gunners non volevano lasciarlo andare senza trovare un sostituto, rimandando l'operazione alla finestra invernale. A quel punto si fece avanti il Manchester United, offrendo al giocatore non solo il miglior contratto della Premier League e la maglia numero 7, ma anche Henrikh Mkhitaryan in cambio. Questo convinse sia il cileno che l'Arsenal, e Sánchez firmò per i Red Devils.

László Kubala (1951)

Dopo essere fuggito dall'Ungheria comunista, la federazione ungherese tentò di ostacolare il trasferimento internazionale della stella, arrivando perfino a creare una propria squadra, l'Hungaria, per giocare amichevoli in giro per il mondo. In una di queste partite affrontò il Real Madrid, che voleva ingaggiarlo ma si scontrò con il veto ungherese e con le richieste del giocatore (ad esempio l'assunzione di Ferdinand Daucik come allenatore), che non convinsero il presidente madridista Santiago Bernabéu. Il Barcellona invece accettò le condizioni di Kubala e, con qualche aiuto esterno, riuscì a ingaggiarlo: sarebbe diventato una delle più grandi leggende del club.

Emmanuel Petit (1997)

Eze non è stato l'unico caso in cui l'Arsenal soffiò un giocatore al Tottenham: decenni prima avvenne un episodio ancora più clamoroso. Nell'estate 1997 il centrocampista francese Emmanuel Petit si recò a Londra per firmare con gli Spurs. Mentre si trovava nelle strutture del club, con l'accordo quasi concluso, chiese tempo per riflettere. Il Tottenham pagò un taxi per riportarlo in hotel, ma Petit chiese all'autista di portarlo invece a casa di Arsène Wenger, suo ex allenatore al Monaco. I due francesi si incontrarono e trovarono l'accordo per il suo passaggio all'Arsenal, lasciando gli Spurs sotto shock.