La vita e la carriera di Marcelo Bielsa

Ci sono pochissimi allenatori tanto affascinanti nel calcio mondiale quanto Marcelo Bielsa. L'argentino è diventato noto come uno dei tattici più peculiari, spesso dando priorità al suo modo di giocare rispetto a qualsiasi altra cosa, compresi i risultati. Inoltre, il suo carattere introverso e il modo delicato di esprimere le sue idee hanno generato numerose analisi sulla sua metodologia e sul suo approccio.

Marcelo Bielsa
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Tutto ciò ha dato vita a un tecnico che ha assolto al ruolo chiave della professione, cioè sviluppare i giocatori, ma anche a una figura divisiva per i risultati ottenuti negli anni. È amato da molti e odiato da altrettanti. Per questo è affascinante ripercorrere la sua carriera e ciò che ha realizzato per ottenere tale reputazione.

Questa è la vita e la carriera di Marcelo Bielsa fino a oggi.

Anni '90

Marcelo Bielsa giocò negli anni '70 come difensore nel suo paese natale, l'Argentina, iniziando con il Newell's Old Boys. Dopo una carriera piuttosto discreta, iniziò ad allenare a livello giovanile con il Newell's, costruendosi subito una reputazione grazie ai suoi metodi di allenamento peculiari.

Mauricio Pochettino, difensore argentino che in seguito sarebbe diventato noto come allenatore di squadre come Tottenham, Chelsea e Paris Saint-Germain, ed era stato allenato da Bielsa in quegli anni, disse una volta che Bielsa era "vent'anni avanti a tutti in Argentina". Ciò si concretizzò nel 1990 quando prese in mano la prima squadra del Newell's e vinse il Torneo Apertura 1990 e il Torneo Integración 1990-91.

Il coronamento arrivò con la finale di Copa Libertadores 1992, persa ai rigori contro il San Paolo. Considerata una delle migliori squadre del Newell's di sempre, quella formazione consacrò Bielsa come un talento serio del panorama calcistico.

Bielsa lasciò l'Argentina nel 1993 e passò in Messico, allenando Atlas e poi America dal 1993 al 1996. Pur non essendo un periodo negativo, non ebbe i successi ottenuti in patria. Tornò poi a Velez Sarsfield nel 1997, vincendo il Clausura 1998 e aggiungendo un altro trofeo al suo palmarès nel campionato argentino.

Quando ebbe la possibilità di allenare l'Espanyol in Liga nel 1998, sembrava pronto a iniziare il suo percorso europeo, ma le cose presero un'altra piega.

Anni 2000

Bielsa lasciò improvvisamente l'Espanyol perché gli venne offerto il ruolo di commissario tecnico della nazionale argentina. Una tappa fondamentale per lui: la squadra venne eliminata nei quarti di finale della Copa América 1999 contro il Brasile, ma poi si comportò molto bene nelle qualificazioni.

L'Argentina si qualificò ai Mondiali 2002 al primo posto, giocando con l'intensità e la mentalità offensiva che Bielsa ama. Inoltre, la squadra vantava molti giocatori di talento e veniva considerata tra le favorite. Tuttavia, fu eliminata già nella fase a gironi, in quello che viene ampiamente ricordato come il più grande fallimento della carriera dell'allenatore.

"Molto brevemente, perché devo riassumere cose di molto tempo fa", ricordò Bielsa nel 2025 parlando della sua esperienza alla guida dell'Argentina. "Sull'Argentina: era una squadra straordinaria che concluse prima, con 14 punti di vantaggio, nelle qualificazioni, e la seconda fu quella che vinse il Mondiale. Era una squadra unica, e tutti criticano le mie prestazioni alla guida di quel gruppo. Le critiche sono giustificate, perché evidentemente l'Argentina non arrivò a quel torneo nella forma mostrata durante le qualificazioni."


Bielsa si dimise nel 2004 e nel 2007 divenne ct del Cile, avviando un cambiamento che avrebbe segnato la storia calcistica di quel paese. Guidò la squadra al Mondiale 2010, contribuendo a lanciare le carriere di diversi giocatori di spicco, come Arturo Vidal, Humberto Suazo e Alexis Sánchez.

Il logo dell'Athletic Bilbao sull'erba
L'Athletic Bilbao è stato uno dei club allenati da Marcelo Bielsa

Anni 2010 e tempi moderni

Il decennio successivo vide Bielsa cimentarsi con diversi club. I suoi due anni all'Athletic Bilbao regalarono un calcio spettacolare, con la finale di Europa League 2012 persa contro l'Atlético Madrid di Diego Simeone. Anche la sua unica stagione completa all'Olympique Marsiglia li vide vicini a contendere il titolo di Ligue 1 al Paris Saint-Germain.

Un esempio della sua personalità particolare è il caso Lazio: nel 2016 non accettò di restare perché la società non rispettava le sue richieste. Successivamente passò al Lille, con una parentesi deludente. In seguito prese in mano il Leeds United, riportandolo in Premier League e trasformandolo per un periodo in una delle squadre più amate del campionato.

Negli ultimi anni con l'Uruguay ha vissuto alti e bassi, ma ha conquistato la qualificazione ai prossimi Mondiali. Inoltre, ha sempre anteposto il proprio stile di gioco a qualsiasi altra considerazione. Questo gli ha fatto guadagnare l'ammirazione di tanti tifosi in tutto il mondo, nonostante i risultati altalenanti.

"Non mi considero superiore ad altri allenatori," dichiarò Bielsa nel 2022 in risposta ai commenti di Mauricio Pochettino, che lo definì vent'anni avanti a tutti in Argentina ai tempi del Newell's. "No, (alleno) più o meno le stesse cose. Sono arrivato al Leeds con il mio carattere e la mia personalità già ben definiti."


Conclusione

Marcelo Bielsa è un allenatore che ha sempre seguito la propria strada. La sua carriera ha compreso grandi successi e cocenti fallimenti, ma lui ha mantenuto una fede incrollabile nella sua filosofia calcistica. Al di là dei risultati, ha plasmato giocatori, squadre e persino intere culture calcistiche. Per questo rimane una delle figure più affascinanti della storia del calcio moderno.