La generazione d'oro del Portogallo e la nascita di una potenza calcistica

L'espressione "generazione d'oro" viene solitamente associata a un gruppo di giocatori che ha raggiunto un livello molto superiore agli standard abituali della propria squadra. Nel caso del Portogallo, questa generazione non solo portò successi al Paese, ma spianò anche la strada ai decenni successivi e contribuì alla nascita di quella che sarebbe diventata una delle nazionali più forti d'Europa.

Tifosi del Portogallo che sollevano delle sciarpe
La Federazione calcistica portoghese fu fondata nel 1914. Tuttavia, per diversi motivi, tra cui la Prima guerra mondiale, il Portogallo non disputò la sua prima partita internazionale a livello senior fino al 1921, contro la Spagna. La prima partecipazione a un grande torneo internazionale arrivò ai Giochi Olimpici del 1928, dove il Portogallo venne eliminato dall'Egitto ai quarti di finale. A differenza di oggi, il Portogallo non era ancora una forza affermata del calcio internazionale. Uno dei primi grandi successi internazionali del Paese arrivò a livello giovanile, quando vinse il Torneo giovanile UEFA del 1961. A livello senior, il Portogallo si qualificò per la prima volta alla Coppa del Mondo FIFA nel 1966 con una rosa composta in gran parte da giocatori del Benfica, che pochi anni prima aveva vinto due volte la Coppa dei Campioni. Fernando Cruz, António Simões ed Eusébio furono tra i giocatori che conclusero il torneo al terzo posto, risultato che ancora oggi rappresenta il miglior piazzamento del Portogallo ai Mondiali.

Gli inizi della rivoluzione giovanile del Portogallo

Lontano dall'essere la fucina di talenti che è oggi, per gran parte del XX secolo il Portogallo rimase al di fuori dell'élite del calcio internazionale, ottenendo solo successi occasionali. Tuttavia, la situazione cominciò a cambiare alla fine degli anni Ottanta. Nel 1988 il Portogallo partecipò al Campionato europeo Under 16 disputato in Spagna con giocatori come Rui Bento e Jorge Costa. I portoghesi raggiunsero la finale da imbattuti, dove affrontarono i padroni di casa. Dopo una finale terminata senza reti, fu la Spagna a imporsi, vincendo la serie dei rigori per 4-2.

Carlos Queiroz
Carlos Queiroz

Carlos Queiroz assume la guida dello sviluppo giovanile portoghese

Alla fine degli anni Ottanta, Carlos Queiroz, giovane allenatore che in precedenza aveva lavorato anche come assistente all'Estoril, venne nominato responsabile del programma di sviluppo giovanile del Portogallo e allenatore delle sue nazionali giovanili. Il primo torneo ufficiale di Queiroz nel nuovo ruolo fu il Campionato mondiale giovanile FIFA del 1989 in Arabia Saudita. Il Portogallo schierò diversi giocatori che in seguito si sarebbero messi in evidenza anche a livello senior, come Fernando Couto, che avrebbe giocato per Porto, Barcellona e Lazio; João Pinto, che avrebbe vestito le maglie di Benfica e Sporting CP; e Paulo Sousa, che sarebbe diventato campione d'Europa sia con la Juventus sia con il Borussia Dortmund.

Il Portogallo diventa campione del mondo giovanile nel 1989

Il Portogallo concluse al primo posto il Gruppo A, davanti ai padroni di casa, alla Cecoslovacchia e alla Nigeria, guadagnandosi così l'abbinamento con la Colombia, nella cui rosa figuravano Óscar Córdoba e Jorge Bermúdez. Il Portogallo sconfisse i sudamericani per 1-0 grazie a un gol di Jorge Couto. In semifinale batté anche il Brasile per 1-0, una squadra che comprendeva nomi come Sonny Anderson, che in seguito avrebbe giocato per Barcellona e Lione, Leonardo, che militò nel Milan e nel PSG, e Roberto de Assis, fratello di Ronaldinho.

In finale il Portogallo affrontò la Nigeria, già battuta per 1-0 nella fase a gironi. I portoghesi si imposero nuovamente, questa volta per 2-0, diventando campioni del mondo giovanili per la prima volta in quello che si rivelò un punto di svolta nella storia del calcio portoghese. Più tardi, nello stesso anno, il Portogallo partecipò anche al Campionato europeo Under 16 e raggiunse ancora una volta la finale, vincendo tutte le partite, compresa la semifinale contro la Spagna. In finale travolse la Germania Est per 4-1. In quella squadra giocava anche una giovane e talentuosa ala di nome Luís Figo, autore di un gol nella finale e destinato, come sa la maggior parte degli appassionati di calcio, a diventare uno dei più grandi giocatori nella storia del calcio portoghese.

Altri successi a livello Under 16

Nel giugno dello stesso anno, il Portogallo partecipò anche al Campionato mondiale FIFA Under 16 del 1989, mantenendo lo stesso nucleo di giocatori che aveva già preso parte al torneo europeo. Il Portogallo vinse il girone dopo aver battuto la Colombia e pareggiato contro Arabia Saudita e Guinea. Ai quarti di finale sconfisse l'Argentina per 2-1, ma in semifinale venne battuto per 1-0 dai padroni di casa della Scozia. Alla fine concluse al terzo posto dopo aver superato il Bahrein per 3-0 nella finale per il terzo posto.

Un secondo titolo mondiale consecutivo

Un anno più tardi, con il Portogallo ormai affermatosi come una forza emergente del calcio giovanile, la squadra concluse al quarto posto il Campionato europeo Under 16 disputato nella Germania Est. Nel 1991 il Portogallo partecipò al Campionato mondiale giovanile FIFA, organizzato in casa. Il torneo vide la presenza di diversi giocatori destinati a costruire carriere prestigiose, tra cui Roberto Carlos, Mauricio Pochettino, Giovane Élber e Andy Cole. Il Portogallo dominò la fase a gironi, qualificandosi non solo come primo classificato, ma vincendo anche tutte le partite senza subire gol contro Argentina, Corea del Sud e Repubblica d'Irlanda.

Ai quarti di finale il Portogallo affrontò il Messico, battendolo per 2-1 dopo i tempi supplementari e conquistando così un posto in semifinale. In semifinale Rui Costa segnò l'unico gol della partita nella vittoria per 1-0 sull'Australia, assicurando al Portogallo l'accesso alla finale. L'atto conclusivo contro il Brasile si disputò all'Estádio da Luz davanti a circa 127.000 spettatori, un record di affluenza per una partita della Coppa del Mondo FIFA Under 20. La sfida fu estremamente equilibrata e rimase senza reti anche dopo i tempi supplementari. Il Portogallo vinse la successiva serie di rigori per 4-2, conquistando così il secondo titolo consecutivo nel torneo. Nel 1992 vinse anche il prestigioso Torneo di Tolone, imponendosi in tutte le partite e subendo soltanto due gol.

Luís Figo
Luís Figo

L'eredità duratura della generazione d'oro del Portogallo

Quella generazione d'oro comprendeva diversi giocatori che divennero centrali nella trasformazione del Portogallo in una forza del calcio internazionale. Non furono soltanto protagonisti dei successi giovanili che segnarono una svolta per il calcio portoghese, ma contribuirono anche ad alzare il livello della nazionale maggiore, culminando nel secondo posto del Portogallo a UEFA Euro 2004. I loro risultati contribuirono a creare le aspettative e la cultura calcistica che precedettero il trionfo del Portogallo a Euro 2016. Tra i giocatori che fecero parte di quella generazione d'oro figuravano:

Abel Xavier: Il difensore fece parte del successo del programma giovanile portoghese alla fine degli anni Ottanta e in seguito giocò per diversi importanti club europei, tra cui Everton, Liverpool, PSV Eindhoven e Roma.

Jorge Costa: Una leggenda del Porto che trascorse più di dieci anni nel club, vincendo la UEFA Champions League, la Coppa UEFA e la Coppa Intercontinentale, oltre a numerosi trofei nazionali.

Luís Figo: Figo ha bisogno di ben poche presentazioni. Vincitore del Pallone d'Oro, conquistò numerosi trofei nel corso di una carriera prestigiosa con club come Barcellona, Real Madrid e Inter. Il suo controverso trasferimento dal Barcellona al Real Madrid resta uno dei più celebri nella storia del calcio.

Rui Costa: Un elegante trequartista che trascorse 12 anni in Italia con Fiorentina e Milan e collezionò 94 presenze con la nazionale maggiore portoghese.