I plurivincitori del Pichichi: gli attaccanti che hanno dominato LaLiga più di una volta

Il Trofeo Pichichi (spesso chiamato semplicemente "Pichichi") è il riconoscimento assegnato al capocannoniere della Primera División: un premio che, per tradizione, misura la continuità realizzativa più ancora del picco di una singola stagione. Vale la pena ricordare un dettaglio importante: il Pichichi è storicamente attribuito dal quotidiano sportivo Marca e non è un premio "ufficiale" della lega, anche se è diventato nel tempo lo standard culturale con cui si identifica il re dei bomber in Spagna.

In questo approfondimento trovi gli attaccanti che lo hanno vinto più di una volta, ordinati dal numero più basso al più alto (quindi: dai "bis" fino al record assoluto). I dati sui plurivincitori sono consolidati da archivi statistici storici e da riepiloghi enciclopedici riconosciuti.

Diego Forlán
Diego Forlán

2 Pichichi: i "bis" che certificano un'epoca (o una stagione perfetta ripetuta)

Vincere due volte il Pichichi significa riuscire in un'impresa doppia: ripetersi in un campionato dove cambiano allenatori, sistemi di gioco, compagni e - soprattutto - i rivali per il titolo dei goleador.

Tra i plurivincitori "a quota 2" troviamo profili molto diversi: ali goleador, centravanti d'area, finalizzatori moderni. In ordine alfabetico (a parità di titoli):
  • Guillermo Gorostiza (2) - icona dell'Athletic Club, simbolo di un calcio d'altri tempi in cui il ritmo era diverso, ma la fame sottoporta era identica a quella dei bomber moderni.
  • Mundo (2) - riferimento offensivo del Valencia, capace di imporsi in un'epoca in cui segnare tanto era spesso questione di fisicità e presenza costante negli ultimi 16 metri.
  • Pahiño (2) - nome legato al dopoguerra calcistico spagnolo, quando la Liga consolidava identità e gerarchie; ripetersi in quel contesto voleva dire essere "garanzia" settimana dopo settimana.
  • Amancio Amaro (2) - figura storica del Real Madrid: non il classico "9" statico, ma un attaccante capace di incidere partendo più largo e arrivando al tiro con tempi modernissimi per l'epoca.
  • Mario Kempes (2) - la dimostrazione che in Liga non brillano solo gli attaccanti "di casa": Kempes è stato un centravanti totale, capace di unire potenza, progressione e finalizzazione.
  • Raúl (2) - bandiera del Real Madrid, interprete del "gol intelligente": smarcamenti corti, tempi di attacco sul primo palo, freddezza in area. Due Pichichi in anni di grande competitività spiegano perché sia rimasto un riferimento per generazioni.
  • Ronaldo Nazário (2) - uno dei casi più "cinematografici": accelerazione, tecnica in corsa e capacità di segnare in ogni modo. Due Pichichi in stagioni distanti certificano che, quando il fisico lo sosteneva, il suo impatto era inevitabile.
  • Diego Forlán (2) - attaccante completissimo, capace di alternare finalizzazione e costruzione: doppietta di Pichichi che racconta quanto fosse difficile da leggere, perché segnava sia "da 9" sia da tiratore di media-lunga distanza.

Cosa li unisce davvero? Non tanto lo stile, quanto la capacità di restare "punto fisso" in due annate diverse: un secondo Pichichi, di solito, arriva quando l'attaccante dimostra di saper segnare anche se cambia il contesto.

Cristiano Ronaldo
Cristiano Ronaldo

3 Pichichi: ripetersi diventa un'abitudine da fuoriclasse

A quota tre, il Pichichi smette di essere un traguardo "episodico" e diventa quasi una firma.
  • Isidro Lángara (3) - un dominatore degli anni '30: essere capocannoniere ripetutamente in quell'epoca voleva dire anche reggere campi, ritmi e condizioni che oggi sembrano preistoria calcistica.
  • José Eulogio Gárate (3) - volto dell'Atlético Madrid di fine anni '60 e inizio '70: tre titoli in un'epoca tatticamente già più strutturata, con difese meno "ingenue" rispetto ai decenni precedenti.
  • Cristiano Ronaldo (3) - tre Pichichi in un'era di iper-competizione, con numeri spesso "fuori scala" e una cultura del gol portata al massimo livello atletico e mentale.

Qui la differenza la fa la sostenibilità: non basta una stagione irripetibile, serve un "metodo" per produrre gol ogni anno.

4 Pichichi: l'élite che segna anche quando tutti ti aspettano

  • Ferenc Puskás (4) - quattro Pichichi sono un manifesto: tecnica sopraffina, sinistro iconico, e la capacità di mantenere una media realizzativa altissima anche in un calcio che stava cambiando velocemente.

A questo livello entra in gioco un fattore spesso sottovalutato: quando vinci già tanto, gli avversari preparano le partite "contro di te". Continuare a primeggiare significa trovare soluzioni nuove (movimenti, zone di ricezione, modalità di tiro) prima che il campionato impari a disinnescarti.

5 Pichichi: la zona "mitologica" del gol

Quota cinque è rarissima. E infatti i nomi sono pesantissimi:
  • Alfredo Di Stéfano (5) - un attaccante che, a dirla tutta, era molto più di un attaccante: regista offensivo, finalizzatore, uomo ovunque. Cinque Pichichi raccontano la grandezza del Real Madrid di quell'epoca e la sua centralità assoluta nel gioco.
  • Quini (5) - esempio perfetto di bomber "di razza", capace di essere micidiale con continuità e, soprattutto, in contesti diversi.
  • Hugo Sánchez (5) - acrobazie, tempismo, senso del gol: cinque Pichichi significano essere stato per anni il riferimento del ruolo, con un repertorio che ha lasciato tracce anche nel modo moderno di attaccare l'area.

6 Pichichi: Telmo Zarra, il record prima dei record

  • Telmo Zarra (6) - sei titoli da capocannoniere sono un monumento. Prima dell'era dei grandi cicli mediatici globali, Zarra era già sinonimo di "garanzia": un attaccante capace di imporsi ripetutamente e di fissare un'asticella storica per decenni.

Per capire quanto sia eccezionale quota sei, basta pensare che molti grandi centravanti - anche leggende assolute - non arrivano nemmeno al "bis". Zarra, invece, ha trasformato l'eccezione in normalità.

Lionel Messi
Lionel Messi

8 Pichichi: Lionel Messi, il primato assoluto

  • Lionel Messi (8) - il record storico. Otto Pichichi in un campionato dove, per oltre un decennio, i top club hanno avuto attaccanti d'élite mondiale, significa una cosa sola: dominare la Liga non solo col talento, ma con una continuità quasi irreale.

Messi ha ridefinito il concetto stesso di capocannoniere: non più solo "finalizzatore", ma creatore di gioco e di occasioni, capace comunque di chiudere stagioni con volumi di gol impressionanti.

Come sta andando l'attuale stagione de LaLiga

Al momento, Real Madrid e Barcellona sono ancora in lotta per aggiudicarsi la vittoria del campionato, con l'Atletico Madrid storicamente terzo incomodo e un sorprendente Villarreal a fare da outsider. Secondo le quote fornite dai principali siti di scommesse online sul calcio è ancora presto per individuare chi potrà spuntarla tra blancos e blaugrana, che recentemente si sono affrontati nella finale di Supercoppa di Spagna (con vittoria del Barcellona per 3-2).

La stessa corsa al Pichichi è ancora in essere, anche se il netto favorito - visti i 18 gol attuali - è sicuramente il francese Kylian Mbappé.