Come Antonio Conte ha riportato l'Inter al successo
Antonio Conte si è costruito negli ultimi dieci anni la reputazione di uno dei più grandi allenatori vincenti del calcio moderno, e la sua carriera ne è una prova costante. Il suo periodo alla Juventus nei primi anni 2010 riportò il club ai vertici, infrangendo diversi record della Serie A. Anche la sua esperienza in Inghilterra con il Chelsea confermò la sua abilità, con la vittoria della Premier League.
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Questa è la storia dei due anni di Antonio Conte all'Inter, dal 2019 al 2021, con tutti i suoi alti e bassi.
Il contesto del club e dell'allenatore
L'allenatore italiano Luciano Spalletti aveva fatto un lavoro solido con l'Inter nella stagione 2018/19, portando la squadra alla qualificazione per la UEFA Champions League con un quarto posto in Serie A. Tuttavia, non era stata una grande stagione per i nerazzurri, e l'ultimo decennio era stato segnato dal declino seguito al famoso triplete conquistato da José Mourinho nel 2010. Quel ciclo, però, era ormai pronto a cambiare.L'arrivo di Antonio Conte fu accolto con un certo scetticismo da parte dei tifosi, e non senza motivo. Conte, infatti, non era solo un ex allenatore della Juventus, ma anche un ex capitano e simbolo del club bianconero - motivo per cui la sua unione con l'Inter fu vista come un atto controverso da molti.
Eppure, i risultati parlavano per lui: tre scudetti consecutivi con la Juventus in tre anni, oltre a una Premier League e una FA Cup vinte in due stagioni con il Chelsea. Da un punto di vista pragmatico, non c'erano dubbi: Conte era un allenatore vincente e poteva riportare l'Inter al successo.

Lautaro Martínez è stato un giocatore importante nell'Inter di Conte
La costruzione della squadra
Uno dei fattori principali del successo di Antonio Conte all'Inter fu la sua capacità di costruire la squadra e di fare le scelte giuste sul mercato. Decidere di lasciar partire Mauro Icardi - il capitano e bomber della squadra - fu una scelta difficile, ma si rivelò decisiva, soprattutto considerando le numerose controversie che avevano circondato l'attaccante argentino.Conte scelse di dare più spazio a un altro argentino già in rosa, Lautaro Martínez, utilizzandolo come seconda punta nel suo classico 3-5-2. Andò anche a pescare dal Manchester United, portando a Milano Romelu Lukaku - che aveva già voluto al Chelsea nel 2017 - e Alexis Sánchez, aggiungendo così profondità e potenza al reparto offensivo.
Il talentuoso centrocampista italiano Nicolò Barella fu acquistato dal Cagliari con la formula del prestito con obbligo di riscatto e divenne subito un elemento chiave della squadra. Inoltre, nella finestra di mercato invernale del 2020 arrivarono anche Ashley Young dal Manchester United, Christian Eriksen dal Tottenham Hotspur e Victor Moses in prestito dal Chelsea, che aveva già giocato per Conte a Stamford Bridge.
La sessione estiva del 2021 portò ulteriori rinforzi importanti, aumentando la varietà e la qualità della rosa. Arrivò il centrocampista cileno Arturo Vidal dal Barcellona, già allenato da Conte ai tempi della Juventus. Achraf Hakimi fu acquistato dal Borussia Dortmund per ricoprire il ruolo di esterno destro a tutta fascia, mentre Matteo Darmian - allora al Parma e anch'egli ex Manchester United - fu aggiunto come alternativa sia per i ruoli di esterno che di difensore centrale.
Questi acquisti, insieme ad altri giocatori di minor profilo, furono determinanti per il successo del club: sotto la guida di Conte, l'Inter concluse le due stagioni rispettivamente al secondo e al primo posto in Serie A.
Alti e bassi
Una costante della carriera di Antonio Conte, sin dai tempi della Juventus, è la sua abilità nel dominare i campionati nazionali ma anche la sua difficoltà nelle competizioni a eliminazione diretta - e lo stesso accadde con l'Inter. Come già accennato, la squadra terminò seconda nella stagione 2019/20, sfiorando lo scudetto, ma l'anno successivo riuscì finalmente a vincerlo, riportando il titolo a Milano dopo undici anni.Conte costruì il suo successo sulle qualità fisiche e atletiche dei suoi giocatori, con Martínez e Lukaku che formarono una coppia d'attacco straordinaria. Anche gli esterni furono decisivi, con Hakimi protagonista di un'unica ma eccellente stagione in Italia culminata con la conquista dello scudetto.
In Europa, invece, le cose andarono peggio. L'Inter non riuscì mai a superare la fase a gironi della Champions League. L'unico risultato di rilievo fu la finale di Europa League 2019/20, persa contro il Siviglia a causa di una prestazione negativa di Romelu Lukaku.
Conclusione
Antonio Conte ha dimostrato più volte nella sua carriera di saper ottenere risultati concreti ovunque vada. Il suo periodo all'Inter è probabilmente uno dei più positivi della sua carriera da allenatore e mette in evidenza sia i suoi punti di forza sia le sue debolezze: la sua squadra dominava in Serie A, ma non riusciva a imporsi a livello europeo.Ciononostante, la maggior parte dei tifosi nerazzurri ricorderà con affetto il suo contributo, poiché sotto la sua guida l'Inter tornò finalmente ai vertici del calcio italiano dopo quasi un decennio di assenza.
